Moxa

L’interesse che in anni recenti è stato dato all’agopuntura ha lasciato in ombra alcune tecniche valide di questo grande sistema terapeutico che è la medicina naturale. Uno di questi è la coppettazione, terapia antichissima ampiamente praticata in questi anni dai vips americani. Un’altra di queste tecniche è la Moxa, l’applicazione del calore concentrato sui punti dell’agopuntura, utilizzando “coni” o “sigari” di artemisia (pianta medicinale) e ottenendo così gli stessi risultati dell’agopuntura, evitando però di bucare la pelle,(cosa fastidosa per molto pesone e quindi rifiutata).

Il termine Moxa dal cinese significa”iniezione di fuoco”: l’artemisia irradia, quando incandescente, un calore da 500 a 600 ° centigradi e uno spettro infrarosso, che si è dimostrato molto efficace in sede terapeutica. Il cono o il sigaro di artemisia (Moxa) tenuta ad una distanza di sicurezza dalla pelle, per non bruciarla, non produce nessun inconveniente e non lascia traccia, ma ci offre un piacevole calore terapeutico. In Occidente la Moxa è poco conosciuta, ma è molto popolare in Cina, Giappone e in tutti i paesi asiatici. In queste parti del mondo è il medico stesso ad indicare al suo paziente, in base al quadro sintomatico a lui presentato, alcuni precisi punti di agopuntura, che egli dovrà poi trattarsi al proprio domicilio con la Moxa. Nel nostro paese la Moxa viene principalmente utilizzata, nei pochi centri specializzati che conoscono la medicina cinese, per correggere la posizione del feto qualora verso il termine della gravidanza dovesse essere anomala. Quindi, in ogni casa, oltre ai fiori di Bach, un gel all’arnica e dell’argilla sarebbe importante che trovino posto anche i coni o i sigari di Moxa … ottimi rimedi naturali per il benessere psicofisico.